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L’educazione inizia dalla nascita


“La mente dei tre anni dura cento anni”

Recita così un famoso proverbio giapponese, che trasmette la grande saggezza di un popolo tradizionalmente attento all’infanzia, alle sue esigenze e alle sue conquiste. La mente nei suoi primi tre anni di vita assume quella forma che manterrà per tutta la vita: dalle esperienze che ogni bambina e ogni bambino vive nei suoi primi mille giorni la memoria costruisce innumerevoli ricordi inconsci e permanenti, si formano le tendenze e i gusti che guideranno le scelte future, si struttura la personalità e nasce il carattere.

Persino la salute generale e addirittura alcuni atteggiamenti che determineranno il destino di ciascuno, originano nella struttura che prende la psiche nei primi tre anni. Persino mentre è ancora nella pancia della mamma, il feto compie esperienze che formano la sua mente, anche se l’ambiente in cui è immerso è povero di stimoli.

I movimenti che compie e le sensazioni tattili che ne derivano, le voci che ascolta e che diventano per lui amate e familiari, il sapore del liquido amniotico che deglutisce, il suono ritmico e continuo del cuore della mamma che batte, tutto ciò diventa parte di lui, va a formare un primo e incancellabile patrimonio di quella memoria inconscia e permanente che nutrirà la sua mente speciale, la Mente Assorbente dei primi anni di vita.

Dicendo che la mente dei tre anni dura cento anni definiamo chiaramente qual’è la parte della vita degli esseri umani più importante, quella su cui ogni società umana dovrebbe investire maggiormente tempo, risorse, attenzioni, cure e amore, perché come in una ghianda riposa l’immensa quercia, nel bimbo piccolissimo è racchiusa ogni nostra speranza per il futuro dell’umanità.

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Come possiamo nutrire adeguatamente la mente del nostro piccolo bimbo?

Quando un bimbo nasce, ha bisogno di tantissimo nutrimento: il suo piccolo corpo dovrà accrescersi in modo impressionante, e per questo ha bisogno di ciucciare frequentemente il latte; anche il suo cervello cresce, e ad ogni nuova sensazione un impulso sinaptico apre una nuova strada che collega diversi neuroni tra loro. Per questo il latte e il sonno gli sono indispensabili, ma ha anche un bisogno vitale di compiere tante esperienze, esplorando con i sensi l’ambiente, muovendosi e giocando con tutto il corpo, di cui diventa giorno dopo giorno sempre più padrone.

Il nutrimento speciale di cui ha bisogno la mente del nostro piccolo è tutto il suo ambiente di vita: Maria Montessori ci dice che “il bambino si costruisce a spese dell’ambiente”, e se questo ambiente sarà calmo e ricco d’amore, rispondente alle sue capacità e al contempo capace di stimolarne lo sviluppo, “dove tutto è fatto per accogliere e nulla per ostacolare”, allora il nostro bimbo potrà “nutrirsi” delle esperienze che vive grazie all’ambiente, in un circolo virtuoso fatto di percezioni sensoriali e risposte motorie; per usare un’espressione coniata da Maria Montessori, “assorbirà” il suo ambiente di vita, e lo renderà veramente “sua carne viva”. 

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Motivi di attività

Il mondo è tanto grande, e tanto pieno di stimoli, fenomeni, oggetti, creature viventi ... come possono i genitori aiutare il loro piccolo a trarre da un ambiente tanto ricco e traboccante quel nutrimento psichico di cui ha bisogno? Quali sono gli oggetti che possono offrirgli, quelli più adatti al suo grado di sviluppo?

La risposta è nel bambino, “padre dell’uomo e nostro maestro, anche nei riguardi della sua educazione”: infatti il bebè spontaneamente si orienta verso ciò che è più rispondente alle esigenze della sua psiche.

Appena nato esplorerà con gli occhi tutto ciò che è alla portata del suo sguardo, focalizzandosi sul violento contrasto cromatico tra elementi chiari e elementi scuri, e ciò lo aiuterà a ricostruire nella mente la forma di tutto ciò che osserva. Crescendo si orienterà verso l’esportazione sensoriale degli oggetti, osservandoli, manpolandoli e portandoli alla bocca, e scoprirà così le caratteristiche, i comportamenti e le possibili funzioni delle cose alla sua portata.

È come se il bambino fosse guidato da sensibilità speciali, che lo spingono a ricercare specifici oggetti che gli permettono di fare quelle particolari esperienze che, reiterate, lo sostengono nello sviluppo delle funzioni motorie, intellettive e psichiche. 

L’amore e le cure dei genitori sono il terreno fertilissimo su cui fiorirà la vita del bambino, ma la mamma e il papà possono ulteriormente aiutarlo in questo compito tanto importante allestendo in casa tanti angoli nei quali possa muoversi e trovare oggetti interessanti, osservarlo mentre gioca, maturando un atteggiamento di grande fiducia in lui. Creare una casa “a misura di bambino” significa sostenerlo nella sua forte tendenza ad esplorare proteggendolo da ciò che può metterlo in pericolo. 

Jerome Bruner, padre della psicologia costruttivista, chiama questo sostegno “scaffolding”, e lo definisce come una metaforica impalcatura su cui il bambino si arrampica per costruire giorno dopo giorno funzioni sempre più elevate del suo edificio psichico. 

Da parte nostra, il nostro impegno consiste nel generare una rete di sostegno alla genitorialità, offrendo quei servizi e quelle proposte che possono rispondere alle domande e alle esigenze delle mamme e dei papá che accompagnano il loro bimbo nel cammino dei “mille giorni che contano”, un cammino che inizia con la nascita e che è destinato a lasciare impronte indelebili e a segnare la direzione del percorso di tutta la vita futura.